SLERD 2019: Open debate

22 maggio dalle 9:00 alle 13.00
CNR – Sala Marconi

Gli SDG proposti dall’UNESCO per il 2030 – centrati sullo sviluppo sostenibile e, più in generale, sulla sostenibilità della vita in questo scampolo di universo che prende il nome di Terra – sono divenuti dei punti di riferimento per le agende di governi regionali, nazionali e sovranazionali.
Uno di questi – l’obiettivo 4 – riguarda, inevitabilmente, l’educazione che, nella visione dell’UNESCO, dovrebbe essere accessibile e di eguale qualità per tutti. La qualità è identificata, principalmente, con la capacità di stimolare nei ragazzi lo sviluppo di competenze utili sia per l’inserimento nel mondo del lavoro che per mettere in atto stili di vita sostenibili e partecipati.
Di fronte a un obiettivo del genere non ci si può non interrogare, come suggerisce l’UNESCO, sul futuro dei “luoghi” e dei processi di apprendimento, della preparazione degli insegnanti, dell’accessibilità all’apprendimento, e più in generale – aggiungeremo noi – di tutti quegli elementi che possano consentire agli ecosistemi dell’apprendimento di assicurare il benessere di tutti gli attori (ecosistemi “smart”) garantendo, inoltre, la sostenibilità dello sviluppo dei territori di riferimento e l’innovazione sociale.
A volte la frequenza abituale di tali luoghi e processi, presi come si è dalle preoccupazioni e battaglie quotidiane, spinge ad assumere l’assuefazione come stile di difesa … ma basta scuotersi un istante e osservare il tutto con occhio esterno che le criticità emergono in maniera prorompente: lasciarsi andare o reagire e provare a ricostruire il futuro, magari per raggiungere l’obiettivo 4?
Nell’era organica dell’interazione, quella dominata dalla pervasività dei dispositivi e delle reti, è inevitabile che il raggiungimento del SDG 4, come di tutti gli altri SDG, debba fare i conti con il “digitale” e le competenze ad esso associate.
Un elemento questo che se da una parte è portatore di possibilità “illimitate” e anche foriero di criticità non indifferenti: una tra tutte la sostenibilità stessa del “digitale”.
Questa giornata, e il dibattito preparatorio che si svolgerà in questi mesi, vuole essere un punto di non ritorno, ovvero un momento in cui la presa di coscienza e l’analisi cominci a lasciare il posto a proposte operative e concrete per il progressivo raggiungimento di obiettivi intermedi.

Tre i temi su cui abbiamo inteso concentrare questo primo “open debate” e su cui invitiamo a intervenire con riflessioni e proposte:
• competenze per il lavoro e ruolo del digitale
• competenze per la cittadinanza e la sostenibilità e ruolo del digitale
• sostenibilità del digitale per SDG 4

Modererà il dibattito Alessandro Longo

L’ “open debate” è organizzato in collaborazione con AgendaDigitale.eu.

con il sostegno di

Attenzione, posti ancora disponibili: 10 
Per partecipare è obbligatorio riempire il modulo di richiesta di partecipazione e attendere conferma da parte dell’organizzazione.


all'open debate del 22 maggio mattina
all'inaugurazione di SLERD 2019 del 22 pomeriggio


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